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Thomas Gil

Etica
Dalla polis greca alla società del rischio
(Ethik).

1998
Filosofia - Biblioteca

244 pagg.

20,00 euro
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Introduzione

Sommario

L’Autore

 

Il testo di Thomas Gil è un’introduzione all’etica filosofica; l’approccio teoretico si accompagna a una ricostruzione puntuale delle posizioni dei vari autori. I principali modelli argomentativi e i più influenti progetti di fondazione dell’etica vengono qui ripensati nella prospettiva di due classiche opposizioni concettuali: 'etica-moralità' e 'ragione-senso morale'. Nelle considerazioni conclusive, l’Autore si occupa del contesto della riflessione etica più recente ('società del rischio'), con particolare riferimento alle tematiche tipiche del dibattito sociologico tedesco.

 

Introduzione
Le norme e le scelte di valore si possono certamente descrivere in modo empirico. Ciascuno, del resto, può osservare che gli uomini agiscono in un certo modo perché nella loro vita accordano la preferenza a determinati orientamenti normativi. Le prescrizioni, le opzioni di valore e il comportamento che ne derivano possono quindi diventare oggetto delle scienze umane che procedono empiricamente, indipendentemente dal fatto che esse assumano la prospettiva di un osservatore esterno oppure quella, interna, di colui che agisce.
Così, il sociologo Max Weber ha potuto descrivere empiricamente un particolare modo di vivere (la cosiddetta 'etica protestante') come un sistema di norme e di orientamenti di valore, nonché stabilire quali funzioni esso abbia svolto o, meglio, quali effetti sia stato in grado di produrre. Weber ha descritto l’etica del lavoro sorta nel contesto di un protestantesimo ascetico come un habitus generale o come stile di vita, analizzando nelle sue singole componenti il modo di vivere che con esso si è instaurato e ricostruendone la 'storia degli effetti' in relazione alla nascita del sistema economico capitalistico.

La descrizione empirica delle regole d’azione, delle preferenze di valore, delle forme di vita e di comportamento esistenti, va tenuta distinta dalla riflessione etica in quanto tale. Anche quest’ultima possiede indubbiamente una valenza normativa, nel senso che argomenta a favore di questa o quella norma, di questo o quell’orientamento, ed esamina le regole e i modi di vivere esistenti (cioè validi di fatto) al fine di distinguere tra migliori e peggiori.
Tuttavia, il suo scopo principale non è tanto l’accertamento del valore fattuale delle norme o degli orientamenti per l’azione, quanto piuttosto quello di esaminare a fondo quali regole pratiche, scelte di valore e modi di vivere abbiano diritto e ragione di valere. Pertanto, se in un certo senso la riflessione etica dipende dai risultati delle scienze sociali e umane, poiché deve conoscere la funzione di certe norme in particolari costellazioni di azioni, o i motivi per cui certi comportamenti sono funzionali e vengono adottati in determinati contesti, essa non può tuttavia limitarsi a una pura e semplice attività descrittiva.

In quanto riflessione pratica, cioè pensiero che ha una reale incidenza sulle diverse forme della prassi, essa ha come oggetto immediato i motivi e le argomentazioni che si possono addurre a sostegno di determinate alternative per l’azione. La riflessione etica, cioè, si confronta essenzialmente con le motivazioni e le giustificazioni razionali dei modi di agire e dei piani d’azione. Proprio per questo, essa incarna un’attività critica, volta a esaminare e a giudicare (la parola greca krinein significa appunto separare, distinguere e giudicare) la validità logico-morale delle prescrizioni vigenti, giacché non sempre ciò che vale di fatto ha anche il diritto di valere. In altri termini, la riflessione etica si misura con il valore in quanto tale delle norme e degli orientamenti per l’azione, al di là dei contesti di validità concreti, effettivi e stabiliti per convenzione.

La riflessione etica attuale può richiamarsi a una lunga tradizione di argomentazioni e di fondazioni etiche. Nella storia della filosofia occidentale, che solitamente si fa iniziare con la filosofia greca classica, la riflessione critica sull’attività umana e sull’agire moralmente giusto hanno avuto un’importanza fondamentale. Accanto alla fisica, cioè alla filosofia della natura, e alla logica in quanto teoria della deduzione e dell’argomentazione corrette, l’etica è stata un ambito privilegiato del pensiero filosofico. [...]

I modelli argomentativi qui esposti possono considerarsi unici nel loro genere, nel senso che, pur richiamandosi a motivi di fondo e a schemi di pensiero tramandati dall’antichità, li recepiscono autonomamente e li valorizzano in modo originale. Ciò non toglie che tra le varie posizioni si possano ravvisare concordanze (e differenze). Una prima e fondamentale classificazione dei modelli etici ci viene suggerita, in particolare, dalle coppie concettuali 'eticità-moralità' (Sittlichkeit-Moralität) e 'ragione-senso morale'; di conseguenza, nella concreta ricostruzione delle singole posizioni, sono state considerate con particolare attenzione le discordanze (e le corrispondenze) delineate da queste due coppie concettuali. L’opposizione 'eticità-moralità', di cui si è servito per esempio Hegel nella sua critica alla filosofia morale di Kant, si riferisce alle tipologie o ai modelli di riflessione e argomentazione etica, mentre l’opposizione 'ragione-senso morale' solleva la questione delle facoltà o istanze morali.

Come si è detto, i concetti chiave di 'eticità' e di 'moralità' favoriscono un primo tentativo di ordinamento e classificazione dei vari modelli di riflessione e argomentazione etica, ossia autorizzano la distinzione, teorica e ideale, fra due classi o tipologie fondamentali di riflessione etica, che nella realtà appaiono soltanto in forme miste e non nettamente separabili: a) le posizioni che prendono le mosse dal-l’esistente, dal dato di fatto, per richiamare l’attenzione su ciò che vi è di morale in esso (modelli etici dell’eticità); b) le posizioni che, ispirandosi ad alcune idee o princìpi morali fondamentali, mettono in evidenza le lacune del presente, di ciò che esiste e, in contrapposizione a esse, avviano determinate riflessioni e propongono strategie d’azione per porvi rimedio (modelli etici della moralità). Le prime impostazioni sono caratterizzate da una struttura argomentativa 'ipoleptica', che cioè si richiama alla bontà dell’esistente per convalidarlo dal punto di vista teorico; le posizioni eminentemente morali, invece, data la loro assoluta insoddisfazione nei confronti dell’esistente, incarnano una sorta di 'coscienza infelice' e sono animate da una tensione critica...

 

Sommario

PRESENTAZIONE

L'ETICA ANTICA
Socrate
Platone
Aristotele
Il cinismo di Diogene
Epicuro
La Stoà

L'ETICA MEDIEVALE
I fondamenti dell'etica medievale
Tommaso D'Aquino
Guglielmo di Ockham

L'ETICA AGLI INIZI DELL'ETA' MODERNA
Il pensiero scolastico
Le utopie sociali
Montaigne, La Rochefoucauld, Graciàn
Cartesio e Spinoza

L'ETICA NEL SETTECENTO
Gli illuministi francesi
La filosofia morale empiristica
Kant

L'ETICA NELL'OTTOCENTO
Hegel
Marx, Kierkegaard, Stirner
Schopenhauer
Bentham e Mill
Nietzsche

L'ETICA NEL NOVECENTO
L'etica materiale dei valori
L'etica analitica
L'etica esistenzialistica
Piaget e Kohlberg
L'etica del discorso
Sociobiologia e teorie delle decisione
Etiche postmoderne

LA RIFLESSIONE ETICA NELLA SOCIETA' DEL RISCHIO
La società del rischio
Ambiti d'azione nella società del rischio
- Scienza
- Tecnica
- Rapporto con la natura
- Politica
- Economia
L'etica nella società del rischio

 

 

L’Autore: Thomas Gil ha dedicato numerosi saggi a temi etico-filosofici e a questioni di teoria delle scienze umane e delle scienze sociali. Dopo aver insegnato a Stoccarda, Bruxelles, Londra e presso la State University of New York, dal 1998 ha la cattedra di filosofia all'Università tecnica di Berlino.
Ha pubblicato, tra gli altri: Ethik (1993, edizione italiana Etica), Demokratische Technikbewertung (1999), Kritik der klassischen Geschichtsphilosophie (1999), Die Aufklärung der Wissenschaft (2000), Handlungen, Rationalität, Moral (2000), Practical Reasoning (2002), Paradoxien des Handelns (2002), Staatsaufgaben. Zur Legitimation politischer Herrschaft (2003), Die Rationalität des Handelns (2003), Praktische Paradoxien (2005), Argumentationen. Der kontextbezogene Gebrauch von Argumenten (2005), Die Praxis des Wissens (2006).

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