seguici sulla ns pagina

La casa editrice
prossime uscite
catalogo
autori
distribuzione
Collane
narrativa
libri inchiesta
saggistica
il bosco di latte
in utero
la sposa del deserto
filosofia
criminologia
satirica
gli introvabili
Comunicazione
eventi
la stampa
contatti
link
newsletter
area riservata
Il progetto Paginauno
la casa editrice
la rivista

la scuola
corsi di giornalismo d'inchiesta, scrittura creativa
e FilmMaking

 

 

 

 

 

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice

Mirko Drazen Grmek

Psicologia ed epistemologia della ricerca scientifica. Claude Bernard: le sue ricerche tossicologiche (Raisonnement expérimental et recherches toxicologiques
chez Claude Bernard)

con presentazione di Ludovico Geymonat

1976
Gli introvabili

453 pagg.

40,00 euro
ACQUISTA LIBRO


 

Dalla presentazione di Ludovico Geymonat

Sommario

L’Autore

 

Analizzando gli appunti di laboratorio del grande fisiologo francese dell’Ottocento, l’autore si interroga sulle condizioni della scoperta scientifica e sulla dinamica complessa delle teorie, in un confronto critico con le prospettive storico-epistemologiche di Bachelard, di Popper e di Kuhn.

 

Dalla presentazione di Ludovico Geymonat
Questo volume, in certo senso, è qualcosa di meno e nel contempo qualcosa di più che una monografia su Claude Bernard. È qualcosa di meno, perché esamina soltanto un aspetto, sia pure molto importante, della vasta produzione scientifica del grande fisiologo francese – le sue ricerche tossicologiche – e perché fornisce soltanto un abbozzo di analisi delle sue innovazioni metodologiche; scrive in proposito lo stesso Grmek: “non è che in un secondo tempo e in un altro volume, dopo aver studiato le scoperte principali di Claude Bernard alla luce di documenti storici di prima mano, che azzarderemo una presentazione critica delle idee bernardiane sulla conoscenza, sul metodo sperimentale, sul determinismo, ecc.”.
Ed è invece qualcosa di più perché si vale dei risultati ottenuti attraverso l’accuratissima – seppur parziale – indagine intrapresa, per vagliare l’attendibilità o meno degli schemi interpretativi generali dello sviluppo delle scienze, recentemente avanzati da studiosi di tanta autorevolezza come Kuhn e Popper.

Sono ben noti gli accesi dibattiti cui tali schemi interpretativi hanno dato luogo, e quindi non è il caso di sottolineare l’importanza del volume di Grmek anche da questo punto di vista; basti aggiungere che il contributo da lui indirettamente dato alla valutazione critica degli schemi di Kuhn e di Popper non ha solo una notevole portata per la storiografia scientifica ma altresì per la più generale riflessione filosofica.
Per comprendere la posizione assunta da Grmek in questo genere di problemi, va sottolineato in via del tutto preliminare che egli respinge con ferma decisione la pretesa di certi filosofi (per intenderci, i neo-positivisti di stretta osservanza), i quali vorrebbero enucleare il senso delle teorie da una mera analisi logica – sia pure molto rigorosa e sofisticata – della forma da esse raggiunta dopo essersi assestate a un livello di piena dignità scientifica: “Noi – così scrive – ci interessiamo di più a ciò che può venir chiamato ‘l’embriologia’ della conoscenza scientifica che non alla ‘anatomia’ del saper costituito”. Il nostro Autore giunge anzi a sostenere che lo scarso rilievo, solitamente attribuito dai più illustri cultori odierni della filosofia della scienza alla metodologia bernardiana, andrebbe proprio fatto risalire all’impostazione testé accennata delle loro indagini, sostanzialmente prive di qualsiasi interesse per l’embriologia delle conoscenze scientifiche.

Ben diverso è l’atteggiamento, anche se questo pure implicitamente critico, tenuto da Grmek nei confronti di Kuhn e di Popper, ai quali riconosce apertamente un interesse autentico (e non solo verbale) per la dinamica delle teorie, sia pure da un punto di vista più storico il primo e filosofico il secondo (diversità che per altro inciderebbe più sulle loro idee generali che non “al livello dell’interpretazione dei casi storici conosciuti in dettaglio”).
Ciò che non gli consente di trovarsi in completo accordo con essi, è che sia l’uno sia l’altro presentano i ‘fatti storici’ in maniera troppo generalizzata, manipolandoli artatamente in vista di studiare le cause di tali fatti. Ma il nostro Autore si domanda: come è possibile fare una ‘embriologia causale’ senza premetterle una ‘embriologia descrittiva’? A prima vista il dissenso indicato in questa domanda potrebbe sembrare di scarso rilievo; in verità è assai importante, perché implica parecchie conseguenze.

 

L’Autore: Mirko Drazen Grmek (Krapina 1924 - Parigi 2000) fu uno storico croato della medicina, naturalizzato francese. Studiò e svolse parte della sua attività scientifica e accademica a Zagabria, prima come ricercatore dell'Accademia jugoslava di scienze, poi come professore della Facoltà di medicina (1960-63); nel 1960 fondò l'Istituto di storia delle scienze di Zagabria, di cui fu direttore fino al 1963. È stato direttore di ricerca (1963) al Centre national de la recherche scientifique di Parigi. Divenuto cittadino francese nel 1967, svolse la successiva carriera accademica a Parigi, dove nel 1973 fu nominato directeur d'études all'École pratique des hautes études, incarico che ricoprì fino al 1994. Nel 1998 l'Università di Bologna gli ha conferito la laurea honoris causa in filosofia.
Attivo anche in Italia e negli Stati Uniti, si è segnalato per autorevoli studi sulla storia della medicina, della chirurgia e della biologia dall'antichità all'epoca moderna. Attento anche ai metodi di ricerca della medicina, ha in particolare studiato l'epistemologia medica di Claude Bernard.
Tra le opere: Les sciences dans les manuscrits slaves du Moyen Âge (1959); Introduction à la médecine (1961); L'introduction de l'expérience quantitative dans les sciences biologiques (1962); Mille ans de chirurgie en Occident (1966); Catalogue des manuscrits de Claude Bernard (1967); La chirurgie moderne (1968); Raisonnement expérimental et recherches toxicologiques chez Claude Bernard (1973; traduzione italiana: Psicologia ed epistemologia della ricerca scientifica. Claude Bernard: le sue ricerche tossicologiche, 1976); Les maladies à l'aube de la civilisation occidentale (1983; trad. it. 1985); Histoire du sida (1989; traduzione italiana: Aids. Storia di una epidemia attuale, 1989); La première révolution biologique. Réflexions sur la physiologie et la médecine du XVIIe siècle (1990); Il calderone di Medea. Le sperimentazioni sul vivente nell'antichità (1996); Les maladies dans l'art antique (in collaborazione con D. Gourevitch, 1998; trad. it. 2000). Ha diretto la Storia del pensiero medico occidentale (3 voll., 1993-98).

Torna su