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Oltre la soglia
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2025 12,00 euro
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LIBRO
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Jerome K. Jerome racconta di aver dato da leggere ad Arthur Conan Doyle una copia dei racconti di Machen. Doyle quella notte non riuscì a dormire. «Il vostro amico Machen è proprio un genio» disse poi a Jerome, «ma prima di portarmelo a letto di nuovo ci penserò due volte». L’aneddoto è insieme rivelatore sia delle qualità letterarie e artistiche di Machen – uno degli autori favoriti di Henry Miller e considerato “un maestro” da Borges – sia dell’effetto inquietante della sua prosa. Volto, in tutta la sua produzione, a sondare i misteri dell’universo, egli non giunge mai a una conclusione definitiva, ma soltanto (ed è già molto) a porre questioni, a mettere in dubbio quella che sembrerebbe la realtà, aiutandoci a prendere coscienza della complessità dell’esistenza. I suoi racconti, dunque, come i sogni di cui spesso parla, sembrano cominciare con la parola fine. La fortuna letteraria di Arthur Machen in Italia, come del resto negli Stati Uniti, è strettamente connessa con la sua produzione di racconti del soprannaturale e dell’orrore: in questo genere fu un maestro, come riconosce lo stesso H.P. Lovecraft nel saggio Supernatural Horror in Literature. Eppure, questa figura rara di letterato ed erudito, spazia ben al di là degli asfittici ambiti del fantastico: era un mistico, un visionario fermamente convinto che la percezione del mondo esterno sia pura illusione e che dietro gli eventi quotidiani e gli oggetti comuni vi sia un segreto che è la chiave del grande enigma dell’esistenza umana. Lo scrittore per Machen è quindi una sorta di medium, il cui dovere imprescindibile è di rendere una testimonianza su questa realtà nascosta, realtà che è l’unica a essere autentica. L’innaturale rivolta degli animali nel racconto breve Il terrore è il testo a cui Hitchcock si ispirò per il celebre film Gli uccelli.
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