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Prossime uscite

 

luglio 2018
Il Bosco di Latte


 

 

 

 

Francis Scott Fitzgerald

Basil Lee

 

I quattro racconti che compongono questa raccolta sono stati composti nel 1928, tra la stesura de Il Grande Gatsby e quella di Tenera è la notte. Mentre il pubblico chiedeva un seguito a Gatsby, che Fitzgerald si rifiuterà sempre di scrivere, malgrado le sue frequenti crisi economiche, lo scrittore volge il suo sguardo disincantato, divertito, mai elegiaco alla sua giovinezza nel Midwest. Basil Lee è chiaramente un alter ego adolescente dello stesso Scott Fitzgerald, alle prese con le convenzioni e i limiti di una società vuota e provinciale. Difficile non guardare con simpatia a questo ragazzino di buona famiglia che sogna allo stesso tempo di diventare un ladro gentiluomo e di essere il più giovane presidente degli Stati Uniti, con una sfortunata predilezione per le ragazzine ricche e viziate, che parla troppo e già manifesta i sintomi di una complessità fuori dal comune. Le sue vicende anticipano tutti i temi cari a Fitzgerald con irresistibile freschezza e ironia, qualità che, ingiustamente, non sempre vengono riconosciute all’ultimo dei grandi romantici.

 

luglio 2018
Il Bosco di Latte


 

 

 

 

Thomas Wolfe

Un'oscura vitalità

 

L’obiettivo ambizioso di Thomas Wolfe era, con le sue stesse parole, quello di narrare “l’intera intollerabile memoria dell’America, la sua violenza, la sua ferocia, immensità, bellezza, bruttezza e gloria.” Questi cinque racconti, selezionati dalla sconfinata, caotica e affascinante opera di Wolfe, provano a restituire questo mirabile equilibrio giocato sul filo dei contrasti: luce e ombra, vita e morte, cultura e bestialità. La lingua di Wolfe, vulcanica, debordante, profondamente americana ma non dimentica delle radici europee, cerca le parole che “non rappresentino la vita, ma siano la vita”, così come i suoi personaggi, tremendamente vivi, ferocemente umani. L’opera di Wolfe, che godette di una straordinaria popolarità durante la sua breve vita, quanto di un ingrato oblio dopo la sua morte, ha avuto un profondo impatto sulla letteratura americana del ventesimo secolo. Da Faulkner a Kerouac, molte sono le voci che ne hanno riconosciuto la grandezza.

 

settembre 2018
narrativa

 

 


 

 

Rinomata Offelleria Briantea

Ventinovecento

 

Difficile definire con precisione il genere di Ventinovecento. È un’escursione negli Anni Novanta di chi, in quei dieci anni di fine millennio lì - tra la diretta TV del botto di Senna al Tamburello e quella del botto delle Torri Gemelle - si è giocato bene o male il ruolo di “teenager”. È una lettera - d’odio più che d’amore - indirizzata a una provincia in cui si nasce e non si cresce mai per davvero: Monza e Brianza (codice di avviamento postale
20900), con tutti i berlusconismi e i Gran Premi di Formula Uno del caso. È, per usare un avverbio tanto caro alle fabbrichette di quella terra, “tecnicamente” un romanzo di formazione - per quanto destrutturato e tenuto assieme giusto giusto da una sottile linea bianca - in cui si salta avanti e indietro attraverso la memoria confusa dei quattro protagonisti Sauzer, Patrese, Braulio e Trentatré: amici, consumatori, imprenditori, Power Rangers. È un’arancia meccanica di droghe, di aneddoti, di noie, di giraffe che prendono fuoco e di “altre cose così: per ridere”. Anche se da ridere, alla fine, c’è solo a sproposito.

 

settembre 2018
saggistica


 

 

 

 

 

 

 

Silvia Albertazzi

Leonard Cohen
Manuale per vivere nella sconfitta

 

Se è ormai un luogo comune considerare Leonard Cohen un poeta della canzone, è tuttavia raro – per non dire quasi impossibile – trovare critici letterari che si siano occupati della sua poesia per musica o l’abbiano inserita nei loro studi sul romanziere e il poeta. Mentre il grande pubblico può contare su un vasto numero di biografie e analisi delle sue canzoni a opera di critici musicali o esperti del settore, non esistono monografie
critiche esaustive che prendano in considerazione l’intera opera di Cohen. Scopo di questo volume è dimostrare l’appartenenza dell’universo coheniano nella sua totalità al mondo delle lettere e la sua importanza in un contesto di World Literature, senza più separare il poeta e il romanziere dal cantautore.
Prendendo in esame l’intera opera dell’artista canadese, dalle prime prove poetiche degli anni Cinquanta all’ultimo album del 2016, l’autrice dimostra come poesia, narrativa e canzone costituiscano per Cohen un’unica forma espressiva in continua evoluzione, in cui la bellezza dei perdenti e il valore della sconfitta sono esaltati attraverso un uso ipnotico e ammaliante della parola (tanto scritta quanto musicata) che imprigiona
chi ascolta o legge in un cerchio magico da cui risulta impossibile uscire, una volta che se ne siano varcati i confini.

 

ottobre 2018
narrativa

 

 

 


 

 

Sabrina Campolongo

Emma B

 

La vita di Emma sembra essersi assestata sul binario della prevedibilità: madre di due figli avuti da due padri diversi – il primo, Cristian, da un uomo affascinante quanto inaffidabile, la seconda, Elisa, dall’attuale marito che è l’antitesi del precedente – conduce un’esistenza insipida nella provincia brianzola, appena rischiarata dalle soddisfazioni materne e da inconfessati acquisti di capi di lusso a prezzo d’occasione. Anche la crociera con la famiglia, ottenuta grazie a un caso fortuito, sembra destinata a essere l’ennesima esperienza frustrante, fino a che, una sera, si rivela, totalmente inatteso, il talento canoro di Elisa. La scoperta potrebbe essere la svolta insperata, l’accesso a un mondo su cui Emma ha solo fantasticato, allo scintillante ambiente della tv, attraverso il più popolare dei talent. Non resta che farlo accadere.
Quello di Emma B è il percorso di una Madame Bovary moderna, che esercita le proprie ambizioni per mezzo della figlia, ma è anche quello di una madre che vuole salvare la figlia amata dalla condanna al grigiore di un’esistenza di provincia. Un romanzo profondamente attuale, che riflette sui miti della società moderna, ma antico quanto il complicato rapporto tra madri e figlie.