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Novità

 

narrativa

 

 

 


 

 

Rinomata Offelleria Briantea

Ventinovecento

 

Difficile definire con precisione il genere di Ventinovecento. È un’escursione negli anni Novanta di chi, in quei dieci anni di fine millennio lì – tra la diretta TV del botto di Senna al Tamburello e quella del botto delle Torri Gemelle – si è giocato bene o male il ruolo di “teenager”. È una lettera – d’odio più che d’amore – indirizzata a una provincia in cui si nasce e non si cresce mai per davvero: Monza e Brianza (codice di avviamento postale 20900), con tutti i berlusconismi e i Gran Premi di Formula Uno del caso. È, per usare un avverbio tanto caro alle fabbrichette di quella terra, “tecnicamente” un romanzo di formazione – per quanto destrutturato e tenuto assieme giusto giusto da una sottile linea bianca – in cui si salta avanti e indietro attraverso la memoria confusa dei quattro protagonisti Sauzer, Patrese, Braulio e Trentatré: amici, consumatori, imprenditori, Power Rangers. È un’arancia meccanica di droghe, di aneddoti, di noie, di giraffe che prendono fuoco e di “altre cose così: per ridere”. Anche se da ridere, alla fine, c’è solo a sproposito.

 

Il Bosco di Latte


 

 

 

 

Thomas Wolfe

Un'oscura vitalità

 

L’obiettivo ambizioso di Thomas Wolfe era, con le sue stesse parole, quello di narrare “l’intera intollerabile memoria dell’America, la sua violenza, la sua ferocia, immensità, bellezza, bruttezza e gloria”.
Questi cinque racconti, selezionati dalla sconfinata, caotica e affascinante opera di Wolfe, provano a restituire questo mirabile equilibrio giocato sul filo dei contrasti: luce e ombra, vita e morte, cultura e bestialità. La lingua di Wolfe, vulcanica, debordante, profondamente americana ma non dimentica delle radici europee, cerca le parole che “non rappresentino la vita, ma siano la vita”, così come i suoi personaggi, tremendamente vivi, ferocemente umani. L’opera di Wolfe, che godette di una straordinaria popolarità durante la sua breve vita, quanto di un ingrato oblio dopo la sua morte, ha avuto un profondo impatto sulla letteratura americana del ventesimo secolo. Da Faulkner a Kerouac, molte sono le voci che ne hanno riconosciuto la grandezza.

 

Il Bosco di Latte

 


 

 

 

Francis Scott Fitzgerald

Basil Lee

 

I quattro racconti che compongono questa raccolta sono stati composti nel 1928, tra la stesura de Il Grande Gatsby e quella di Tenera è la notte. Mentre il pubblico chiedeva un seguito a Gatsby, che Fitzgerald si rifiuterà sempre di scrivere, malgrado le sue frequenti crisi economiche, lo scrittore volge il suo sguardo disincantato, divertito, mai elegiaco alla sua giovinezza nel Midwest. Basil Lee è chiaramente un alter ego adolescente dello stesso Scott Fitzgerald, alle prese con le convenzioni e i limiti di una società vuota e provinciale. Difficile non guardare con simpatia a questo ragazzino di buona famiglia che sogna allo stesso tempo di diventare un ladro gentiluomo e di essere il più giovane presidente degli Stati Uniti, con una sfortunata predilezione per le ragazzine ricche e viziate, che parla troppo e già manifesta i sintomi di una complessità fuori dal comune. Le sue vicende anticipano tutti i temi cari a Fitzgerald con irresistibile freschezza e ironia, qualità che, ingiustamente, non sempre vengono riconosciute all’ultimo dei grandi romantici.

 

saggistica

 


 

 

 

 

Felice Bonalumi

Storia del gusto
A tavola con i filosofi

 

Il cibo ha caratterizzato intere civiltà, mangiare è probabilmente l’azione più frequente nella vita di una persona, un atto a cui diamo importanza. Eppure cosa sappiamo del senso del gusto che ci guida nella scelta dei cibi? Poco, molto poco. Colpa della filosofia, che fin dall’inizio lo ha relegato in fondo alla classifica dei cinque sensi. Da Pitagora e Aristotele attraverso la cultura romana, quella medievale e moderna, per approdare al postmoderno con la filosofia digitale, questo libro ripercorre la storia del senso del gusto lungo tutto l’arco della filosofia. Una storia avvincente, con corsi e ricorsi, ricca di aneddoti, e che approda alla neurogastronomia, con gli ultimi studi sul funzionamento del cervello umano. Senza dimenticare che nonostante gli asettici chef sex symbol e l’invasione mediatica di programmi sulla cucina, una costante c’è: sesso e cucina sono vicini, vicinissimi, anzi condividono le stesse parole!

 

In Utero - Musicale


 

 

 

 

 

 

Mario Bonanno

33 giri
Guida ai cantautori italiani
Gli anni Settanta

 

All’inizio degli anni Settanta, in un’Italia in cui la protesta porta migliaia di ragazzi in piazza, esplode il fenomeno dei cantautori.
Legato a una rivoluzione dei costumi resasi ormai indispensabile, il cantautorato s’inserisce tra le inquietudini della gioventù, cogliendo e facendo propri i diversi umori della società. I nuovi modelli di vita, i nuovi disagi, le nuove inquietudini, in una parola, la voglia di cultura e di cambiare il mondo, trovano così un portavoce nelle musiche e nei testi di Francesco Guccini, Fabrizio De Andrè, Eugenio Finardi, Pierangelo Bertoli, Claudio Lolli, Stefano Rosso, Gianfranco Manfredi, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e molti altri.
33 giri parla proprio di questo. Racconta un momento decisivo della nostra Storia attraverso i migliori LP del decennio, dal 1970 al 1979. Seguendo un percorso lineare, che ha il merito di mostrare la crescita di un fenomeno musicale a cui, anno dopo anno, si aggiungono nuovi protagonisti, crea la colonna sonora ideale di una protesta giovanile senza precedenti in Italia: è l’assalto al cielo.

 

Narrativa


 

 

 

 

 

 

Raymond Williams

Terra di confine

 

Harry Price ha lavorato per anni come ferroviere nel villaggio gallese di confine di Gynmawr. Quando viene colpito da un infarto, suo figlio Matthew, ricercatore a Oxford, fa ritorno nella piccola e chiusa comunità in cui era cresciuto prima di recarsi a Londra per laurearsi. Mentre Harry giace in camera sua in una silenziosa sofferenza, il figlio rivive i giorni della sua infanzia e dell’adolescenza, rendendosi conto di quanto i lunghi anni trascorsi a Londra lo abbiano allontanato dalle sue radici. Anche Gynmawr sta cambiando. La vecchia stazione ferroviaria è in procinto di essere chiusa, le nuove regole del mercato hanno cambiato la mentalità delle persone e il paesaggio. Morgan, il migliore amico e compagno di lotte del padre durante lo sciopero ferroviario, oggi è divenuto un ricco industriale. Malgrado ciò, anche grazie al recuperato rapporto con Harry, Matthew cerca di rintracciare dentro di sé quei valori e quella cultura, che lo hanno reso quel che è oggi.
Bellissimo ed emozionante ritratto dell’amore tra un padre e un figlio, e della forza e della resilienza di una piccola comunità, Terra di confine è il più sofisticato romanzo di Raymond Williams.

 

La sposa del deserto


 

 

47 Autori

Poesie per un compleanno

 

In questa raccolta di 47 poeti e 47 poesie, il tema del compleanno viene affrontato in tutte le sue declinazioni, la festa e la gioia, ma anche lo smarrimento e l’angoscia. Poesie per un compleanno si presenta così come un libro in grado di lasciare il segno. L’elenco dei poeti qui riuniti è di alta risonanza a partire da Maram Al Masri (una delle più importanti poetesse arabe contemporanee), Maria Grazia Calandrone, Tomaso Kemeny, Gabriela Fantato, Savina Dolores Massa. Le poesie dei poeti stranieri (in lingua francese, russa, romena, spagnola, portoghese) presentano anche il testo originale in appendice. Fra questi segnaliamo la presenza di Suzanne Dracius, tra gli autori più noti e apprezzati della Martinica. Non mancano protagonisti della poesia italiana contemporanea come Caterina Davinio. E, nella sequenza, i testi selezionati di poeti esordienti. Il libro inaugura la collana La sposa del deserto.

 

Saggistica


 

 

 

 

 

 

Rudi Ghedini

Rivincite
Lo sport che scrive la storia

 

In queste pagine si affacciano le figure di Jim Thorpe, Cathy Freeman, Althea Gibson, Muhammad Alì, Garrincha, Nadia Comaneci, Alice Milliat, Jonah Lomu, Jackie Robinson, Jürgen Sparwasser, Kareem Abdul-Jabbar, Diego Maradona, Florence Griffith, Gretel Bergmann, Georges Weah, Colin Kaepernick, Peter Norman... A vicende raccontate mille volte, se ne aggiungono di quasi dimenticate, in bilico fra epica e cronaca, riscatto e stupore. Da oltre un secolo è impossibile stabilire i confini dove comincia la politica e dove finisce lo sport. Dietro il grande spettacolo globale, si agita il potere nelle sue moderne incarnazioni, quello che si dirama dall’impero cinese agli oligarchi russi, dagli emiri mediorientali ai miliardari in dollari, dagli intrighi di corte che indirizzano le burocrazie di Fifa e Cio al peso specifico dei grandi marchi dell’abbigliamento sportivo, dal saccheggio dell’Africa alle dolose ambiguità nella guerra al doping. Con vertiginosi salti di tempo e di spazio, Rivincite propone una concatenazione di racconti all’incrocio fra sport, storia e politica. È sempre più raro, ma ogni tanto accade, che uno sportivo prenda posizione e trasformi il proprio talento in una bandiera da sventolare a favore di una causa. Così, lo sport torna a scrivere la storia.

 

Il Bosco di Latte

 

 

 

Edith Wharton

Triangoli imperfetti

 

Lui, lei e l’altra (o l’altro): è l’eterno gioco del triangolo amoroso, la cui esistenza più o meno tranquilla, e più o meno esplicita, viene però messa in questione da un evento improvviso, come la morte, o anche semplicemente la malattia di uno dei protagonisti. L’evento provoca rimorsi ed esami di coscienza che investono la responsabilità dei superstiti e sembrano rimettere in dubbio ogni cosa, i sentimenti del passato come quelli del presente, anche se non sempre poi l’epilogo è quello che l’insorgere del dubbio farebbe prevedere. Tre racconti in cui l’autrice de L’età dell’innocenza rivela ancora una volta la sua impagabile maestria nell’analizzare i moti dell’animo femminile – ma non solo di quello – e insieme la sua peculiare capacità di mettere in luce, con sottile e spietata ironia, l’ipocrisia entro la quale essi sono spesso imbrigliati.

 

Il Bosco di Latte

 

 

 

 

 

Joseph Conrad, Ford Madox Ford

La natura di un crimine

 

Definito da Conrad “un frammento”, La natura di un crimine contiene “l’atmosfera crudelmente realistica del tempo delle sue origini”, emergendo “dalle profondità di un passato tanto distante quanto le lunghe e squadrate redingote in cui libertini senza scrupoli, colti, di nobili ideali si dedicavano ai loro strani affari e coltivavano il piccolo malinconico fiore del sentimento”. Il protagonista è un avventuriero fin de siècle, prestato al crimine dalle contraddizioni di un mondo in estinzione. La natura di un crimine è strutturato in otto lettere scritte a una misteriosa destinataria. Lui è una celebre personalità dell’ambiente finanziario londinese, che gestisce il fondo fiduciario di una ricca famiglia borghese; lei è una donna del suo entourage, sposata, momentaneamente trasferitasi, da sola, a Roma. Da questa base, Conrad e Ford intrecciano una vicenda ironica e malinconica, capace di indagare in profondità la natura ambigua dei sentimenti umani.

 

Narrativa

 

 

 

 

 

 

 

James Robertson

Solo la terra resiste

 

Michael Pendreich è alle prese con l’allestimento di una mostra di fotografie dedicata al padre Angus, famoso fotografo morto da pochi anni. Mentre cerca di dare un ordine alle immagini, Michael si interroga. Quale storia vuole rappresentare raccogliendo queste foto? Quella del padre, la propria, o quella della Scozia? O quella degli individui catturati nel corso degli anni dalla lente del suo celebre genitore? Il vagabondo senza casa che colleziona ciottoli; il veterano di guerra e il bottegaio asiatico che lottano per migliorare le condizioni di vita delle proprie famiglie; il deputato conservatore con una passione segreta, e la sorella che lo odia e cerca di rovinarlo; l’agente dei servizi segreti tradito dai colleghi; le numerose figure femminili alle prese con un mondo maschile fatto di soprusi.
Sull’onda di queste storie, James Robertson costruisce un viaggio penetrante nel cuore di un Paese dalle grandi speranze e dai sogni infranti, dai compromessi privati e dai segreti insondabili, mescola brillantemente il personale e il politico, e spazza via la polvere e la sporcizia dai primi anni Cinquanta post-bellici fino al 2008, per rivelare un ricco arazzo di vicende
umane dal valore universale.

 

 

Narrativa

 

 

 

 

 

Christine Dwyer Hickey

Tatty

 

Tatty è il ritratto, devastante quanto esilarante, di una famiglia problematica e marchiata dall’alcool, nella Dublino degli anni ’60/70, dipinto dalla voce vivace e carismatica di una bambina. Con brutale onestà, Tatty racconta la storia della sua vita con l’amato, inconcludente pa-pà, con la tormentata mamma, i suoi quattro fratelli, tra i quali Deirdre, la “bambina speciale che Dio ci ha mandato perché ci ama tanto e sa che può fidarsi di noi per badare a lei”, e la folla benintenzionata quanto inadeguata di zie e amici di famiglia.
Al tempo stesso avvincente e straziante, la storia di Tatty è quella dell’inesorabile slavina che porterà la sua famiglia sull’orlo del precipizio e oltre, ma anche quella dell’infanzia che cerca la propria voce, la propria salvezza dai demoni, nella forza dirompente dell’immaginazione.

 

La rivista

 

 

 

 

 

 

 

 

n. 59, ottobre - novembre 2018

In questo numero
EUROPA. Germania, Target 2, Piano B, Cigno nero: perché economisti tedeschi discutono di eurexit e portano il dibattito sui principali quotidiani: 976 miliardi di credito T2, Maastricht 2 e la condivisione dei rischi, la paura che salti il banco dell’euro. Regole per chi? Intervista a Sergio Cesaratto: il ‘vincolo esterno’ per disciplinare il conflitto sociale italiano, i disequilibri Ue che hanno ragioni strutturali e sistemiche, e la doppia morale: i Pigs devono rispettare le regole, la Germania no. Svezia, l’ascesa della destra: immigrazione, crisi del welfare state, sicurezza, mutazione della sinistra riformista: i Democratici svedesi al 17%.
LAVORO. Crowdwork, l’ultima frontiera del capitalismo digitale: l’outsourching di micro-attività: alienazione, ranking, paghe da fame, zero diritti; Amazon Mechanical Turk ma non solo. Bekaert e delocalizzazione: la procedura dei 75 giorni, il Jobs Act, la Cigs eliminata e ripristinata.
USA MADE IN TRUMP. Politica, midterm elections: l’attacco con l’Op-Ed del New York Times, il 25° emendamento, i sondaggi, l’economia che tira ma non per i salari della middle class: Repubblicani sempre più allo sbando e rischio di fuoco amico. Economia, nazionalismo neoliberale: riforma fiscale, tagli al welfare, dazi commerciali: nessun cambio di passo nel neoliberismo se non il protezionismo.
E ancora: la gratitudine e il tempo, critica cinematografica e musicale, recensioni di narrativa e saggistica e la copertina di Roberto Cracco.

 

 

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