home

La casa editrice
prossime uscite
catalogo
autori
distribuzione
Collane
narrativa
satirica
critica letteraria
filosofia
criminologia
libri inchiesta
gli introvabili
Comunicazione
eventi
la stampa
contatti
link
newsletter
area riservata
Il progetto Paginauno
la casa editrice
la rivista

la scuola
corsi di giornalismo d'inchiesta, scrittura creativa
e FilmMaking

 

 

 

 

 

Massimo Battisaldo e Paolo Margini

Decennio rosso

Un racconto sulla lotta armata in Italia
scritto da due militanti degli anni Settanta

 

in libreria
febbraio 2013

Narrativa
280 pagg.
ISBN: 9788890496288

 

16,00 euro
ACQUISTA LIBRO
(al prezzo scontato di 14,00 euro)


 

Gli Autori

 

Rassegna stampa

Pride
Stefano Bolognini
Decennio rosso, tra lotta armata e liberazione
16 giugno 2016

(leggi)

Associazione Cultura Popolare Network
Massimo Daviddi
maggio 2014

(leggi)

Pulp libri
Teo Lorini
maggio/giugno 2013

(leggi)

Xaaraan
Antonella Beccaria
“Decennio rosso”: in un romanzo di due militanti la storia dell’ascesa e della caduta di Prima Linea e delle Fcc
22 aprile 2013

(leggi)

Odissea
Angelo Gaccione
Decennio rosso, un libro per riaprire il dibattito
maggio 2013

(leggi)

 

 

 


 

 

Massimo Battisaldo e Paolo Margini presentano
Decennio rosso

(from Lara Peviani on YouTube)

 

 

 

Romanzo della realtà, Decennio rosso è il primo tentativo di mostrare i cosiddetti ‘anni di piombo’ ponendosi dal punto di vista di chi compì la scelta rivoluzionaria della lotta armata. E lo fa cercando di rispondere a quella domanda che la politica e la storia contemporanea tutt’oggi rifiutano di porsi: perché migliaia di giovani, negli anni Settanta, hanno contestato il potere costituito, i vecchi schemi sociali e le antiche gerarchie, fino al punto di mettere pesantemente in gioco la propria vita e imbracciare le armi?
Elio e Sofia, animati da idee comuniste e libertarie e uniti da un difficile rapporto militante e sentimentale, scelgono, insieme agli altri protagonisti del romanzo, di alzare lo scontro con le istituzioni e il potere economico e di passare dal movimentismo alla lotta armata, nell’idea di fare la storia che cambierà l’Italia. Un sogno che ha vita breve e che li conduce a una fatale conclusione.
Ma Decennio rosso non è un romanzo cupo, di pentimento e di dolore; non è solamente la storia romanzata raccontata da due persone che hanno militato nei gruppi armati Prima linea e Formazioni Comuniste Combattenti; è soprattutto un racconto carico di umanità e di speranza che mostra come una moltitudine di giovani, frazionata in mille gruppi, animata da proposte culturali e politiche innovative e originali, sia riuscita a emergere all’improvviso ponendosi con grande autorità al centro della società.

«Eravamo in guerra, ed era in primo luogo la guerra dello Stato contro i lavoratori, mai dichiarata ma sempre combattuta, con migliaia di leggi emanate su misura per il padronato e con manovre oscure di ogni tipo. Lo Stato della strategia della tensione, lo Stato delle stragi, lo Stato che tesseva golpe e trame sanguinarie alleandosi con i gruppi neofascisti eversivi, aveva per primo chiuso la strada a una via democratica al cambiamento con la bomba del 1969 a piazza Fontana e tutte quelle che sono seguite: Gioia Tauro, 1970, piazza della Loggia, 1974, Italicus, 1974. Ritenemmo allora che il proletariato avesse il diritto di rispondere a questa guerra con la propria, e la dichiarammo. Non intendo così giustificare le nostre azioni, di cui ognuno di noi, singolarmente, porta la responsabilità materiale e morale; non cerco attenuanti, né scusanti, né alibi. Si tratta di ristabilire una realtà storica e politica. Non è facile, ne sono consapevole. Ma una cosa è certa: non eravamo ‘terroristi’. Il terrore lo seminavano altri, con le bombe fatte esplodere in mezzo alla gente.
Abbiamo sparato alle divise, ma sono morti gli uomini che c’erano dentro. E se alla fine da sacrifici di questo tipo non è scaturito alcun bene non dico per tanti, ma neanche per pochi, allora restano, per gli anni a venire, solo i buchi in quelle divise conservate dai genitori, dalle vedove e dagli orfani, cui è di poca consolazione sapere che in noi oggi c’è il rimorso. Un rimorso che gli uomini delle istituzioni non hanno mai mostrato, per le loro uccisioni; né i politici, mandanti morali della strategia della tensione, né i vertici militari che hanno ordinato le azioni, né gli agenti che le hanno eseguite. Tutti loro si sentivano legittimati dalle
divise che indossavano: la divisa dello Stato. Ma i loro atti, erano legittimi?»

 

Gli Autori

Massimo Battisaldo. Nato a Luino nel 1956, ha militato nelle Formazioni Comuniste Combattenti. Arrestato nel 1979, a 23 anni, esce definitivamente dal carcere nel 1989.
Decennio rosso è il suo primo romanzo.

Paolo Margini. Nato a Napoli nel 1950, ha cominciato l’attività politica nel ’70 e ha militato nella formazione combattente Prima linea. Arrestato alla fine del 1980, è tornato in libertà nel 1985.
Decennio rosso è il suo primo romanzo.

 

Torna su